Il vostro rappresentante è il vostro unico interlocutore e, attraverso di lui, lo è tutto il gruppo. Gli parlate come parlereste a ChatGPT, per iscritto o a voce, quando volete. Basta un link d’invito: nessun account, nessuna installazione. E per chi partecipa a un gruppo organizzato è gratuito: chi organizza mette a disposizione il credito del gruppo, e ciascuno può parlare senza preoccuparsi del costo.

Voi parlate, lui dà forma alle vostre idee

Raccontate ciò che pensate, così come vi viene. Il vostro rappresentante è dalla vostra parte: raccoglie le vostre idee e posizioni, le riformula con chiarezza e le porta nella riflessione comune. Scrive lui stesso i vostri voti. Ogni nuovo testo passa dal clerk del gruppo, il custode del registro comune, che non parla con nessuno: lo registra, lo collega a un’idea già presente, lo colloca sotto quella a cui risponde oppure lo rifiuta spiegandone il motivo (una persona identificabile o qualcosa che le regole vietano — mai un’opinione). Mantenete sempre il controllo: ogni intervento viene annunciato quando è registrato, e potete correggere, precisare, ritirare o cambiare idea in qualsiasi momento. La conversazione resta naturale dall’inizio alla fine.

Il gruppo vi risponde

In cambio, vedete a che punto è il gruppo: ciò che unisce, ciò che divide e perché, e il miglior argomento di chi la pensa diversamente, quello che non avevate ancora sentito. Ciascuno torna quando vuole, propone un’idea, reagisce a quelle degli altri. Giorno dopo giorno, la posizione del gruppo si precisa e resta aggiornata, pronta quando arriva il momento di decidere.

Tre tipi di gruppi

Il gruppo organizzato. Qualcuno lo apre, invita le persone e lo finanzia. Sceglie come si entra: tramite un link condiviso — un unico link, pubblicato dove vuole, che dà un posto a chiunque lo segua — oppure tramite link personali, uno per persona e utilizzabili una sola volta, affinché i presenti siano esattamente gli invitati. Con un link condiviso, può richiedere una verifica all’ingresso: nessuna (il link basta: famiglia, amici, un piccolo team), un’email dell’organizzazione (un indirizzo su uno dei domini scelti: l’azienda, la scuola) oppure un numero di telefono verificato (un numero di cellulare confermato via SMS, dove non esiste un dominio comune: una persona, una voce). Il numero non viene mai conservato, solo la sua impronta.

Il gruppo spontaneo. Nessuno lo organizza, nessuno lo finanzia. È definito da un elenco di domini email — quelli di una o più organizzazioni: «le università svizzere» — ed è aperto a chiunque dimostri di avere un indirizzo su uno di essi. Potete fondarlo, trovarlo e accedervi dal vostro account, con la vostra email dell’organizzazione; gli stessi domini non danno mai origine a due gruppi. Ciascuno paga la propria partecipazione, con un credito offerto al primo accesso.

La piazza pubblica. Rappresenta una comunità politica reale, organizzata ad albero: Mondo, Svizzera, Vaud, Morges. Nessuno la crea, la organizza o vi invita: esiste perché esiste il territorio. Tutti possono leggerla. Per partecipare dovete farne parte: il vostro paese, verificato tramite il vostro numero di telefono; ai livelli inferiori, il cantone e il comune che dichiarate voi stessi, senza controlli, perché ciascuno ha interesse a unirsi alla comunità che decide davvero della sua vita. Potete appartenere a un solo ramo alla volta, e fate parte di tutti i livelli superiori al vostro. Un trasloco si comunica ed entra in vigore dopo qualche giorno; si può cambiare luogo al massimo poche volte all’anno. Quando traslocate, i vostri voti nelle piazze che lasciate vengono ritirati: si vota in un solo luogo e si portano con sé i propri voti. Ciò che avete scritto resta. Ciascuno paga la propria partecipazione, come in un gruppo spontaneo.

In tutti e tre i casi: una persona, un posto per gruppo; email e numeri conservati sotto forma di impronte, mai in chiaro; e un link che guida chi arriva attraverso esattamente i passaggi che gli mancano.

Nella vita reale

La riunione in cui si decide

Nella settimana precedente, ciascuno parla con il proprio rappresentante quando gli è comodo: cinque minuti sull’autobus, una sera sul divano. Il giorno della riunione si parte dalla mappa del gruppo: gli accordi, le divisioni, i punti da risolvere. La riunione non serve più a scoprire i disaccordi, ma a decidere. Breve, umana, con i telefoni in tasca.

Il gruppo che non si riunisce mai

L’associazione i cui membri sono sparsi, il team su tre fusi orari, il comitato che da un mese non riesce a trovare una data. Quella riunione impossibile da fissare non serve più: la conversazione è permanente, ciascuno passa quando vuole e nessuno deve aspettare gli altri.

La domanda posta a mille persone

Nessun giro di tavolo può ascoltare mille persone; millevoix sì. Tutti si esprimono nello stesso momento, ogni contributo viene conteggiato e il gruppo ritrova il proprio pensiero, rappresentato fedelmente a qualsiasi scala.

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